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[MT]Chuck Palahniuk - Dannazione (2011)[Ebook-Pdf-Ita-Bangsian fa...

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Titolo originale: Damned
Titolo italiano: Dannazione
Autore: Chuck Palahniuk
1ª ed. originale: 2011
Data di pubblicazione: 11/10/2011
Genere: Romanzo
Sottogenere: Bangsian fantasy
Editore: Mondadori
Collana: Strade Blu
Traduzione: Matteo Colombo
Pagine: 250






Charles Michael "Chuck" Palahniuk (nato il 21 febbraio 1961) è uno scrittore statunitense.
I genitori di Palahniu sono di origine russa e francese. Il suo cognome deriva dai rispettivi nomi dei nonni ucraini: Paul e Nick. Si è laureato all'università dell'Oregon e vive a Portland.
Autore di culto, ha raggiunto il successo con Fight Club (1996), il suo primo libro pubblicato, da cui è stato tratto il film diretto da David Fincher e interpretato da Brad Pitt e Edward Norton.
Il suo stile è simile a quello di scrittori come Breat Easton Ellis, Irvine Welsh e Douglas Coupland.
Chuck intraprende la scrittura all'età di 6 anni. Frequenta e abbandona la scuola di giornalismo, fa svariati lavori (camionista, meccanico...). Dice di non possedere un televisore dal 1990. Si dichiara gay ("Forse c'era una vena di pazzia nella famiglia e aspettarono che avessi vent'anni per lasciarmelo sospettare").
A quell'età suo padre gli raccontò che il nonno aveva ucciso la nonna a colpi di pistola e poi si era sparato, mentre lui, il padre, andava a nascondersi sotto il letto. Suo padre conobbe una donna attraverso annunci per incontri e uscì con lei. Al ritorno a casa, l'ex-marito di lei li uccise entrambi e poi bruciò i corpi nel garage.
Quando lavora su un racconto dice di voler essere un persona diversa, di voler essere cambiato da quello che legge. Chuck paragona la letteratura ad una viaggio che ti cambia costantemente come la vita.
Verso i trent'anni scrive il suo primo romanzo Invisibile Monsters, una storia di apparenze, di cambiamenti d'identità, nel quale l'immagine edonistica domina la realtà. Il suo stile è scentifico e crudo. Rasenta il grottesco enfatizzando le parole per far esplodere le frasi. La sua scrittura è priva di avverbi e perdite di tempo. Ci sono improvvise interruzioni. Ripetizioni a effetto. Eliminazione del superfluo. Battute drastiche, fredde. Viene respinto dalle case editrici. Nel 1996, dopo diversi rifiuti, pubblica il suo secondo romanzo, Fight Club, dal quale David Fincher trae un film che lo trasforma in un autore di culto.
Lo stile è asciutto e innovativo, con contenuti nichilisti. La libertà dalle oppressioni della società, dalla competizione, dai mass media che "ci fanno comprare cazzate che non ci servono", diventa il punto cruciale della scrittura di Palahniuk.
In Survivor questo attacco è rivolto verso le sette. Tender Branson cresce all'interno della setta dei Creedish, che sfrutta i suoi adepti facendo gioco sulle loro angosce. "La realtà è che uno vive finché non muore. E la verità è che nessuno vuole la realtà", dice Branson.
La critica alla società che crea schiavi illusi di essere liberi, trova il suo pretesto narrativo in Soffocare nella sessodipendenza. L'assunto al quale giunge il ragazzino Victor Mancini, guardando un film porno in cui un tipo si fa infilare da una scimmia delle caldarroste nel retto, è che "dopo che uno si sottopone allo sguardo di chiunque in un momento del genere, non temerà più nulla dalla vita".
Palahniuk parla della sofferenza, di come la gente preferisce rimanere in mezzo ai problemi per continuare a lamentarsi, a sentirsi misera, invece di capire che i problemi sono autoprodotti.




Romanzi

1996 - Fight club (Fight Club)
1999 - Survivor (Survivor)
1999 - Invisible monsters (Invisible Monsters)
2001 - Soffocare (Choke)
2002 - Ninna nanna (Lullaby)
2003 - Diary (Diary)
2005 - Cavie (Haunted)
2007 - Rabbia. Una biografia orale di Buster Casey (Rant: An Oral Biography of Buster Casey)
2008 - Gang Bang (Snuff)
2009 - Pigmeo (Pygmy)
2010 - Senza veli (Tell All)
2011 - Dannazione (Damned)
2012 - Invisible Monsters remix (2012) (versione di Invisible Monsters integrata)(non ancora in Italia)
2013 - Sventura (Doomed)
2014 - Beautiful You
2015 - Make Something Up

Altri

2003 - Portland Souvenir. Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest (Fugitives and Refugees: A Walk in Portland, Oregon)
2004 - La scimmia pensa, la scimmia fa. Quando la realtà supera la fantasia (Stranger Than Fiction: True Stories




Madison ha tredici anni ed è una ragazzina come tante. Be' insomma, più o meno... Figlia di una star del cinema parecchio narcisista e di un miliardario, viene, tra le altre cose, dimenticata per le vacanze di Natale nel suo collegio di iperlusso in Svizzera dai genitori, in giro per il mondo a caccia di orfani da adottare davanti ai media. Durante una notte degli Oscar, Madison riesce nella non facile impresa di morire per una overdose di marijuana, e all'improvviso si trova in una situazione assolutamente diversa da quella della maggioranza delle sue coetanee. Per dirla tutta, Madison non solo scopre di essere morta, ma per giunta di essere finita all'inferno, con la non esaltante prospettiva di dover trascorrere un bel po' di tempo (a occhio e croce l'eternità) tra le fiamme e quei tormenti che lo hanno reso tristemente famoso. Insomma, è innegabile che sia difficile pensare positivo, ma Madison è una ragazza pratica e cerca da subito di rendere meno terribili le sue prospettive: prima di tutto deve farsi degli amici, poi deve scoprire come funzionano le cose all'inferno. Infine (e questo è un obiettivo mica da ridere), deve cercare di farselo piacere. In poco tempo diventa amica di un gruppetto di coetanei: una cheerleader, un secchione, un punkrocker e un giocatore di football, e con loro attraverserà il Deserto di forfora e valicherà Colline di unghie tagliate, per arrivare alla città fortificata dove vive Satana...

Incipit:
I
Mi sente, Satana? Sono io, Madison. Sono appena arrivata qui, all’inferno, però non è colpa mia, se non forse perché sono morta per un’overdose di marijuana. Forse all’inferno ci sono finita perché sono grassa, ma proprio grassa come una scrofa. Se si può andare all’inferno per il peccato di scarsa autostima, allora sono qui per quello. Vorrei tanto poterle dire una balla, e che sono pelle e ossa e con i capelli biondi e due tette così. Però mi creda: se sono grassa, ho le mie buone ragioni.
Innanzitutto mi presento.
Come rievocare la sensazione esatta che dà l’essere morti…
Ebbene sì, conosco la parola rievocare. Sono morta, non ritardata.
Fidatevi, essere morti è molto più facile che morire. Se sei una che in vita riesce a guardare un sacco di televisione, allora essere morta sarà una passeggiata. Anzi, direi che guardare la tele e stare su Internet sono un ottimo allenamento… per la morte.




Madison ha tredici anni e un grosso problema. E' deceduta per overdose di marijuana (!) e ora si ritrova dannata all'inferno.
Ovviamente gli inferi concepiti da Palahniuk, pur essendo tutt'altro che confortevoli, si differenziano di molto dall'immaginario comune in cui si viene sottoposti per l' eternità a torture indicibili.
Siamo in zona più fantasy che horror, ed il luogo in questione appare più come un campionario di variegate assurdità. Celle di prigionia, demoni più buffi che terrorizzanti, call center e uffici dagli insormontabili ostacoli burocratici (cosa che mi ha ricordato alcuni vecchi Dylan Dog) costituiscono la torrida oltretomba della giovane protagonista. Fuoco e supplizi non mancano, ma a catturare l'attenzione sono i posti attraverso i quali la prematuramente trapassata peregrinerà per raggiungere niente meno che Satana.
Ci imbattiamo in panorami buoni per la fiera del disgusto: abbiamo l'oceano di sperma sprecato, la palude dei feti abortiti, il deserto di forfora, ecc...un susseguirsi di livelli in stile videogame che Madison cercherà di superare in compagnia di un poco funzionale gruppo di adolescenti volutamente stereotipati.
Più leggero, appena ammantato di quella denuncia sociale di cui l'autore solitamente si fa carico, "Dannazione" appare come l'ennesima sperimentazione di un autore non più brillante come ad inizio carriera.
La fantasia è applicata al meglio solo a sprazzi, ci sono pene del contrappasso modellate sui tempi odierni e infinite liste -tipiche di Palahniuk, quanto la fissa per il cinema- di personaggi famosi a cui lo scrittore affida ruoli più o meno intriganti. Altro punto di rottura è la definizione della nostra eroina, tutt'altro che una perdente contravvenendo la regola del suo creatore da sempre alleato di alienati, paranoici e disillusi. Madison è una leader, durante l'ascesa nella scala gerarchica degli inferi rammenta la sua vita terrena tenendo in piedi una trama sicuramente dalla buona vis comica, anche se intrisa di una certa drammaturgia con in evidenza il menefreghismo e l'ipocrisia dei genitori.
Appena velate troviamo sfumature thriller inerenti la dipartita della nostra, sino ad un finale in cui prenderanno maggior consistenza rivelando le vere cause della morte.
Non un gran Palahniuk, in principio ci si diverte e le prime pagine scorrono bene, a lungo andare però si raggiunge un livello di saturazione e la noia inizia a far capolino, anche perché il meccanismo sembra incepparsi divenendo schiavo di trovate bizzarre abbastanza gratuite.




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